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Rassegna Stampa - L'Argomento di Oggi - dal 2010-06-27 ad oggi 2010-07-29 Sintesi (Più sotto trovate gli articoli)

Torino, firme false e fiaccolate. La Lega va all’assalto del Tar

di Oreste Pivettatutti gli articoli dell'autore

Le elezioni non finiscono mai. In Piemonte continuano grazie alle firme false e alle fiaccolate, nell’aula del tribunale amministrativo (il Tar), in quelle della Procura della Repubblica e in piazza. La Lega ha convocato i suoi tifosi per una luminaria nelle vie del centro, domani sera. Il neo presidente, Roberto Cota, ha approvato: "Una fiaccolata per la democrazia", citava la Padania. Cota spiegava: "Soltanto ipotizzare con un golpe il voto popolare è un fatto di una gravità inaudita…". "Una vera truffa. Una vergogna – incalzava il governatore tra le bancarelle del mercato – far spendere venticinque milioni per un cavillo". Peccato che la irregolarità in questione gli abbia procurato ventisettemila voti e Mercedes Bresso abbia perso per novemila voti.

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Internet, l'informatore, ll Giornalista, la stampa, la TV, la Radio, devono innanzi tutto informare correttamente sul Pensiero dell'Intervistato, Avvenimento, Fatto, pena la decadenza dal Diritto e Libertà di Testimoniare.. Poi si deve esprimere separatamente e distintamente il proprio personale giudizio..

 

Il Mio Pensiero (Vedi il "Libro dei Miei Pensieri"html PDF ):

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Rassegna Stampa - L'Argomento di Oggi - dal 2010-06-27 ad oggi 2010-07-29

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2010-07-29

 

 

 

 

 

 

 

2010-07-27

2010-07-16

 

16 luglio 2010

PIEMONTE

Il Tar accoglie ricorso:

ricontare 15mila schede

Il Tar del Piemonte ha accolto in parte uno dei ricorsi che riguarda presunte irregolarità di due liste e si va verso il riconteggio dei voti delle due liste di sostegno al governatore Roberto Cota. Le due liste sono "Consumatori" e "Al Centro con Scanderebech".

Slitta, invece, al 18 novembre la discussione del ricorso più controverso, quello presentato contro la lista "Pensionati per Cota", il cui leader, il consigliere regionale Michele Giovine, è indagato dalla procura di Torino (che ha già chiesto il giudizio immediato) per presunte irregolarità nelle firme di accettazione delle candidature.

In questo caso il Tar ha sospeso il giudizio dando 60 giorni di tempo ai ricorrenti per presentare querela per falso. Infine respinto il ricorso contro la lista "Verdi Verdi", anche questa di sostegno a Cota, che i ricorrenti avevano giudicato troppo simile a quella dei Verdi storici. I "Verdi Verdi" avevano raccolto 33.000 voti ed un consigliere regionale.

Le due liste per le quali si procederà al riconteggio erano state presentate senza la raccolta delle firme degli lettori-presentatori, in virtù della norma che consente di evitare tale procedura se la lista ha già consiglieri eletti in Consiglio regionale. Ma Deodato Scanderebech era stato eletto per l'Udc e, uscendone, avrebbe dovuto raccogliere le firme.

Analogo il caso dei "Consumatori". La lista dell'ex Udc aveva raccolto 12.000 voti, mentre quelli dei "Consumatori" sono circa 2.800. Saranno questi voti a dover essere controllati prima della nuova udienza del 7 ottobre. La lista "Pensionati per Cota" aveva raccolto 27.000 voti ed eletto a consigliere regionale Michele Giovine.

Soddisfatta dell'esito la ex presidente Mercedes Bresso che aveva inizialmente firmato i ricorsi insieme a Verdi e Udc, salvo poi ritirare la propria firma (tranne che in calce al ricorso contro i "Pensionati" di Giovine) in base ad un accordo che le ha consentito il via libera della Lega per la presidenza del Comitato delle regioni in sede Ue. "Dal dispositivo si riconosce la solidità dell'impianto dei ricorsi".

Annuncia invece già ricorso al Consiglio di Stato il presidente Cota: "Io - dice - ho vinto le elezioni proprio per i voti dati al presidente, che si attribuiscono in diversi modi, con voto congiunto e con voto disgiunto, in base a quanto prevede la legge. Proprio seguendo la legge - ribadisce - il risultato è chiaro". E che il riconteggio confermerà Cota presidente si dice certo il suo legale, Luca Procacci: "Dalle nostre verifiche abbiamo già visto che Cota non ha vinto grazie ai voti di lista, ma ha vinto per i voti dati direttamente a lui".

 

 

 

 

2010-06-27

1 Luglio 2010

VOTO CONTESTATO

Regionali Piemonte, il Tar accoglie i ricorsi

Il Tar del Piemonte ha giudicato ammissibili i ricorsi presentati per presunte irregolarità di presentazione di alcune liste di sostegno al governatore Roberto Cota. Il tribunale amministrativo ha quindi rinviato la discussione sul merito dei ricorsi.

I ricorsi ammissibili sono quelli presentati nei confronti della lista di centrodestra guidata dall'ex Udc Deodato Scanderebech e della lista "Verdi verdi", entrambe di sostegno a Cota. Il 15 luglio - invece - si discuterà il ricorso nei confronti della lista "Pensionati per Cota", sulla cui presentazione è in corso anche un'inchiesta della procura di Torino. Una delle ipotesi in discussione è che l'esame dei due ricorsi ammessi oggi possa anch'esso coincidere con la data del 15 luglio.

"Io mi occupo di fatti, e i fatti sono che ho vinto le lezioni incontrovertibilmente, coi voti al presidente", lo aveva detto questa mattina il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, commentando a Varese l'imminente pronuncia del Tar sui ricorsi presentati che potrebbero rimandare al voto il Piemonte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CORRIERE della SERA

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2010-07-29

I giudici: "Restano ora da verificare le conseguenze sulla ripartizione dei seggi"

"Acclarata l'illegittimità delle liste

Il riconteggio è a tutela degli elettori"

Piemonte, depositata la sentenza del Tar che ha stabilito la nuova verifica dei voti: non andavano ammesse

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Piemonte, accolti in parte i ricorsi. Si va verso un riconteggio dei voti (15 luglio 2010)

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Cota: l’esito delle urne è chiaro. I cittadini hanno scelto me (16 luglio 2010)

I giudici: "Restano ora da verificare le conseguenze sulla ripartizione dei seggi"

"Acclarata l'illegittimità delle liste

Il riconteggio è a tutela degli elettori"

Piemonte, depositata la sentenza del Tar che ha stabilito la nuova verifica dei voti: non andavano ammesse

Il leghista Roberto Cota, presidente della giunta regionale del Piemonte (Ansa)

Il leghista Roberto Cota, presidente della giunta regionale del Piemonte (Ansa)

MILANO - Il riconteggio dei voti relativi alle liste "Al centro con Scanderebech" e "Consumatori", che alle ultime Regionali sostenevano il candidato del centrodestra Roberto Cota, stabilito nelle settimane scorse dopo i ricorsi del centrosinistra, è stato deciso dal Tar del Piemonte perchè "l'esame del merito conduce alla acclarata illegittimità dell'ammissione delle due liste controverse con conseguente annullamento, in via diretta ed immediata, dei relativi provvedimenti di ammissione emessi dagli otto uffici centrali circoscrizionali". È quanto si legge nella sentenza del Tribunale amministrativo piemontese depositata oggi.

"TUTELA DEGLI ELETTORI" - "Questa decisione muove nell'ottica della tutela della volontà dell'elettore" ha precisato Alfonso Graziano, giudice estensore della sentenza, consegnando, insieme al presidente del Tar Franco Bianchi, la sentenza agli avvocati alla presenza dei giornalisti.

LE CONSEGUENZE SUI SEGGI - Nelle 113 pagine, il collegio giudicante rileva quindi che "ciò stante restano da acclarare quali ulteriori, eventuali, concreti effetti demolitori possano discendere dal parziale 'de cisum' fin qui assunto, avuto riguardo, in particolare alla proclamazione degli eletti alla carica presidenziale, nonchè alla ripartizione dei seggi in seno al consiglio regionale".

29 luglio 2010

 

 

 

 

 

2010-07-27

Berlusconi: "NOn ribaltare il voto per via giudiziaria"

Piemonte, via al riconteggio dei voti

Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dal presidente della Regione Roberto Cota

*

NOTIZIE CORRELATE

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Piemonte, accolti in parte i ricorsi. Si va verso un riconteggio dei voti

(15 luglio 2010)

Berlusconi: "NOn ribaltare il voto per via giudiziaria"

Piemonte, via al riconteggio dei voti

Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dal presidente della Regione Roberto Cota

Cota (a sinistra) e Bresso (Ansa)

Cota (a sinistra) e Bresso (Ansa)

TORINO - Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dai legali del presidente della regione Piemonte Roberto Cota, relativa alla decisione del Tar del Piemonte, che ha ordinato il riconteggio elettorale di circa 15 mila schede delle ultime elezioni regionali.

SODDISFAZIONE DEI LEGALI DELLA BRESSO - Soddisfatti i legali dell’ex governatore Mercedes Bresso. "Il Consiglio di Stato - ha spiegato l’avvocato Luca Di Raimondo - ha stabilito che con il riconteggio non c’è alcun danno grave per la Regione Piemonte, la cui attività amministrativa può andare avanti con regolarità. Inoltre - ha aggiunto il legale di Bresso - è stato detto che la certificazione dei voti prevede il contraddittorio tra le parti, che sono quindi entrambe garantite".

BERLUSCONI: NON RIBALTARE VOTO VIA GIUDIZIARIA - Sulla vicenda è intervenuto con una nota anche il presidente del Consiglio: "Mi auguro per il rispetto dovuto alla sovranità popolare, che non si voglia ribaltare per via giudiziaria la scelta dei cittadini piemontesi. La legge è chiara: chi vota una lista con una croce sola dà due voti, uno alla lista e uno al candidato presidente. A meno che non scelga di dare esplicitamente un voto disgiunto.

Redazione online

27 luglio 2010

 

 

 

 

 

2010-07-16

Il premier in soccorso di Cota

"Non digeriscono la sconfitta"

"Il governatore lavora bene, qualcuno non sopporta i nostri successi"

VOTO IN PIEMONTE

Il premier in soccorso di Cota

"Non digeriscono la sconfitta"

"Il governatore lavora bene, qualcuno non sopporta i nostri successi"

MILANO - "L'attacco a Roberto Cota dimostra che il governatore del Piemonte sta lavorando bene, è persona onesta e impegnata per il bene della Regione. Evidentemente a qualcuno va di traverso che abbia vinto le elezioni regionali". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi in una nota. "Abbiamo il riscontro di una forte indignazione popolare in Piemonte verso un provvedimento ingiustificato che potrebbe provocare anche un'instabilità di governo nonchè un grave danno economico per le casse della Regione. Siamo certi - conclude il premier - che il presidente Cota e l'alleanza di governo che lo ha portato alla vittoria hanno l'affetto e il sostegno di tutti i piemontesi".

DECISIONE DEL TAR Nella notte di ieri il Tar aveva accolto parte dei ricorsi presentati contro l'elezione del governatore leghista, aprendo la strada al riconteggio di oltre 15mila schede elettorali attribuite a due liste irregolari (Lista Scanderebech e Forza Consumatori) che erano collegate al presidente Roberto Cota. L'Ufficio elettorale dovrà verificare in quante di quelle schede l'elettore ha espresso anche la propria preferenza per il candidato presidente. Il margine tra Cota e la governatrice di centrosinistra uscente, Mercedes Bresso. è di circa 9 mila voti, pertanto, in linea teorica, è ancora possibile ribaltare il risultato.

COMPLOTTO "Per qualcuno non dovevo governare". Ricorre alla tesi del complotto il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota per spiegare il primo esito inatteso del procedimento amministrativo. "Forse anche la nostra unità - ha aggiunto il governatore leghista - la nostra azione di governo determinata e convinta, non sta bene a qualcuno che continua ad ignorare il voto che democraticamente e regolarmente i piemontesi hanno espresso a fine marzo". Ma questa vicenda, ha assicurato, "non mi fiacca, anzi mi dà nuove energie, e governerò con rinnovato slancio". Il presidente contesta e dice di non comprendere la decisione del Tar, ricordando che la preferenza alla lista "vale sia come voto alla lista stessa, sia come voto dato al presidente, a meno di un voto disgiunto".

BRESSO INCALZA "Quando per vincere si è disponibili a scendere a patti con noti taroccatori questo è il rischio che si corre", replica l'ex presidente Bresso, riferendosi al promotore di una terza lista contestata, Michele Giovine, chiamato a giudizio per falso. "Cota - aggiunge - dimentica che il voto non è stato così netto come lui crede, una maggiore compostezza e senso del limite gioverebbe a tutti". Riferendosi poi alle dichiarazioni di Berlusconi, conclude: "Al premier va di traverso il rispetto delle regole, tanto che cerca di violarle sistematicamente. Ancora una volta mostra sprezzo per le regole democratiche, ma di questo ne avevamo in passato avuto ampia dimostrazione. Continuare ad affermare di avere l’indiscutibile sostegno dei cittadini piemontesi quando si è vinto con lo 0,4% e in contesto di così palesi e riconosciuti reati amministrativi e penali è stupefacente".

Redazione online

16 luglio 2010

 

 

 

 

 

Piemonte, accolti in parte i ricorsi

Si va verso un riconteggio dei voti

Bresso: decisione equilibrata. Gli avvocati di Cota: liste ininfluenti per la vittoria, la nuova conta ci darà ragione

ELEZIONI REGIONALI

Piemonte, accolti in parte i ricorsi

Si va verso un riconteggio dei voti

Bresso: decisione equilibrata. Gli avvocati di Cota: liste ininfluenti per la vittoria, la nuova conta ci darà ragione

Dal nostro inviato Marco Imarisio

il governatore del Piemonte Roberto Cota (Blowup)

il governatore del Piemonte Roberto Cota (Blowup)

TORINO - "La Corte rigetta tutte le eccezioni di invalidità e dichiara ammissibili i ricorsi". All'una e 15 di notte il Piemonte torna ad essere una regione in bilico. Dopo sei ore di camera di consiglio i giudici decidono per il riconteggio dei voti di due liste, consegnando una vittoria parziale ai ricorsi presentati dal centrosinistra. L'Ufficio elettorale dovrà spulciare tra i 12.154 voti assegnati all'ex consigliere dell'Udc Deodato Scanderebech per vedere se l'elettore ha espresso anche la propria preferenza per il candidato presidente Roberto Cota. E lo stesso verrà fatto con i 2.826 voti assegnati alla lista Forza Consumatori. Alla fine di una giornata estenuante tutti possono comunque cantare vittoria, anche il centrodestra di Roberto Cota. Perché la fetta più grande del primo ricorso, quella che riguardava le irregolarità nella presentazione della lista "Verdi Vvff" è stata tolta dalla tavola. Ricorso bocciato, e 32.000 voti che non rischiano l'annullamento.

Tutto rimandato per il caso più scabroso, quello della Lista Pensionati di Michele Giovine. Anche questo ricorso è stato dichiarato ammissibile. Manca però la querela per falso, ci sono 60 giorni di tempo per presentarla, poi si vedrà. Alle 19 il presidente se n'era andato reggendo sottobraccio due faldoni azzurri alti un palmo, sui quali c'erano solo due numeri segnati a pennarello: 554 e 555. Il primo contiene i ricorsi presentati da Udc e Verdi contro tre liste del centrodestra. Quella personale di Deodato Scanderebech, macchina da voti ex Udc, girava intorno a una semplice questione. Poteva o non poteva il consigliere, che pure il 16 febbraio era già stato espulso dal partito che lo aveva eletto in Consiglio regionale, l'Udc (in Piemonte schierato con il centrosinistra), rilasciare a se stesso, 9 giorni più tardi, una "dichiarazione di collegamento" con la quale si autorizzava a non raccogliere le firme di presentazione tra i cittadini per una lista con nome e orientamento politico diversi? Per gli avvocati del centrodestra era tutto lecito, perché la pur discussa leggina regionale che lo prevede è stata concepita anche per tutelare le minoranze all'interno dei partiti. Di opposto parere i legali del centrosinistra: averlo fatto significa invece tradire sia la volontà dei suoi precedenti elettori sia lo spirito della legge. I giudici hanno dato ragione ai ricorrenti, ad assistere alla sentenza c'era lo stesso Scanderebech, che se n'è andato senza proferire parola. Sullo stesso motivo è caduta la lista Forza Consumatori, i giudici hanno ritenuto illegittimo il suo cambio in corsa di ragione sociale.

A sorpresa la Corte ha deciso di affrontare anche il ricorso 555, sul quale compare ancora la firma di Mercedes Bresso, la candidata del centrosinistra che aveva annunciato di rinunciare a entrambe le cause accordandosi con Cota per la sua nomina a presidente del Comitato europeo delle Regioni a Bruxelles. Quello di Giovine è un caso scabroso per il centrodestra, forse il vero ago della bilancia. Ad interessarsi della Lista Pensionati assemblata da Michele Giovine e dal padre Carlo infatti è stata per prima la magistratura torinese, che ha disposto il giudizio immediato per il titolare, accusato di falso. Gli avvocati del centrosinistra hanno usato le carte della Procura (560 pagine) per dimostrare non solo l'invalidità, ma le vera e propria inesistenza di questa lista. Le firme dei candidati-Pensionati sono false (lo dice la perizia calligrafica della Procura) o comunque invalide perché raccolte fuori dai due Comuni dove Carlo e Michele Giovine sono consiglieri comunali.

La difesa del centrodestra si è appellata alla presunzione di innocenza e all'inutilizzabilità delle carte penali in un procedimento amministrativo. Tutto rimandato all'udienza del 18 novembre, con la sensazione che l'imminente sentenza della Procura possa costituire una spada di Damocle sospesa sul futuro della coalizione di centrodestra. L'udienza è durata in totale 12 ore, una cavalcata estenuante dove i più disparati argomenti — diritto, politica, cronaca recente — sono stati gettati in un indistinto calderone. Chi vince prende tutto. Luca Procacci, l'avvocato di Roberto Cota ha chiuso così, riferendosi alla situazione del suo cliente, che si è definito "la prima vittima" di eventuali brogli elettorali. Con quella frase, voleva ribadire la legittimità del risultato uscito dalle urne il 29 marzo. Davvero difficile tenere la politica fuori da questa stanzetta angusta. Come se ci potessero davvero essere due verità, una giudiziaria e l'altra di natura politica. "Accogliere questi ricorsi adesso, e non prima delle elezioni — ha detto Procacci — significherebbe violare il diritto di elettorato attivo sancito dall'articolo 48 della Costituzione, determinando nella gente una totale insicurezza nella conservazione del proprio voto, inoltre violerebbe l'articolo 97 della Carta sulla stabilità degli organi elettivi". Il Tar del Piemonte ha scelto di affidarsi al pallottoliere, in attesa che si sciolga il caso Giovine. "Una vittoria e una sconfitta parziale per entrambi i fronti — dice l'avvocato del presidente —. Per noi c'è l'incognita del riconteggio, ma lo spettro delle elezioni si allontana". Cota ha vinto per 9.200 voti, in ballo, per ora ne restano circa 15.000, che rischiano l'annullamento. Comunque vada il riconteggio, ci saranno due verità.

Marco Imarisio

15 luglio 2010(ultima modifica: 16 luglio 2010)

 

 

 

L’imbarazzo sulla lista Pensionati: punire chi ha commesso irregolarità

Cota: l’esito delle urne è chiaro

I cittadini hanno scelto me

L’ex governatore Bresso: ero nel giusto e l’ho dimostrato

L’imbarazzo sulla lista Pensionati: punire chi ha commesso irregolarità

Cota: l’esito delle urne è chiaro

I cittadini hanno scelto me

L’ex governatore Bresso: ero nel giusto e l’ho dimostrato

Roberto Cota (Fotogramma)

Roberto Cota (Fotogramma)

MILANO—Il giorno più lungo di Roberto Cota è lungo davvero. Il Tar del Piemonte si esprime infatti quando è già passata l’una di notte e forse quella frase che il governatore piemontese ha ripetuto per tutto il giorno come un mantra non gli ha portato troppa fortuna: "Sono tranquillo. Io le elezioni le ho già vinte". Dopo che si diffondono le prime, scarne notizie sul verdetto della giustizia amministrativa, Cota si prende ancora qualche minuto. Poi, rompe gli indugi: "Il voto popolare è stato chiaro, le gente ha scelto me come presidente e questo non potrà che essere riconfermato ". Questo perché, appunto, Cota si dice convinto "di aver vinto con i voti dati al presidente, e non con quelli delle liste". E dunque, "questa sentenza sarà riformata dal Consiglio di Stato". Perché "il voto per una lista va automaticamente anche al presidente, basta che non ci sia un voto disgiunto", e cioè una croce sul nome del presidente e un’altra su una lista che appoggia un diverso candidato.

Chi non attende è Mercedes Bresso,l’ex governatrice che ieri era nella spagnola Estremadura: "Dal dispositivo si riconosce la solidità degli impianti dei ricorsi. Andare al riconteggio mi pare una decisione equilibrata, i cui effetti li vedremo nei termini stabiliti dai giudici ". E aggiunge: "Se il Consiglio di Stato non ribalta la sentenza, io torno presidente, ho dimostrato di essere nel giusto. Dalla Lega mi aspetto una reazione di fuoco, ma la legalità è la legalità ". Bresso conclude tornando alla campagna elettorale: "Cota ha vinto barando, è stato un modo di gareggiare indegno". Per tutto il giorno, il governatore piemontese ha turbinato come una trottola. Anche se i suoi collaboratori la mettono giù un po’ dura: "Semplicemente, una giornata normale del presidente".

Cota ieri si è infatti alzato a Roma, dove era arrivato mercoledì notte per partecipare alla Conferenza delle Regioni del mattino. Mica roba leggera: soltanto un faccia a faccia tra lo stesso Cota, Luca Zaia e Vasco Errani, il presidente dei presidenti, ha scongiurato in extremis una clamorosa rottura dell’unità della Conferenza. Al termine, via in tutta fretta per Fiumicino, dove ha preso l’aereo per Torino intorno alle 13.30. Poi, lavoro da segretario della Lega piemontese nella sede del Carroccio. Un incontro, riferiscono dalla Lega, con i segretari provinciali per l’organizzazione della festa "nazionale" del movimento che si svolgerà in settembre: programma, gadget, manifesti. Quindi, di nuovo in Regione fino alle 18.30, quando ha partecipato al convegno del Pdl sui "100 giorni di governo regionale del centrodestra". Infine, cena alla festa della Lega di Venaria e comizio.

Marco Cremonesi, Elsa Muschella

16 luglio 2010

 

 

 

 

 

 

REPUBBLICA

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2010-07-29

 

 

 

 

 

 

 

2010-07-27

PIEMONTE

Consiglio di Stato respinge ricorso di Cota

Berlusconi: "Giustizia non ribalti il voto"

Per i giudici il dispositivo del Tar che impone di ricontrollare 15 mila schede "non paralizza il funzionamento degli organi di governo". Il premier: "La legge è chiara". Soddisfatta la Bresso.

Consiglio di Stato respinge ricorso di Cota Berlusconi: "Giustizia non ribalti il voto" Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte

ROMA - Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso presentato dal neo presidente del Piemonte, il leghista Roberto Cota, contro la decisione con cui il Tar ha ordinato il riconteggio di circa 15 mila 1schede delle ultime elezioni regionali. La quinta sezione di Palazzo Spada ha detto no alla sospensiva chiesta dal governatore: la sentenza dei supremi giudici amministrativi riguarda solo l'esecuzione del dispositivo della decisione del Tar le cui motivazioni di merito devono ancora essere depositate e contro le quali i legali di Cota, che aveva definito il verdetto "inaccettabile" 2, già preannunciano un altro ricorso al Consiglio di Stato.

In serata il premier Silvio Berlusconi commenta la decisione del Consiglio di Stato e dice: ''Mi auguro per il rispetto dovuto alla sovranità popolare, che non si voglia ribaltare per via giudiziaria la scelta dei cittadini piemontesi''. E poi, continua Berlusconi nella nota: ''La legge è incontrovertibilmente chiara: chi vota una lista con una croce sola dà due voti, uno alla lista ed uno al candidato Presidente. A meno che non scelga di dare esplicitamente un voto disgiunto. Io stesso avrei votato così, alle elezioni regionali, segnando una sola croce sul simbolo del Popolo della Libertà. Mi auguro quindi, per il rispetto dovuto alla sovranità popolare, che non si voglia ribaltare per via giudiziaria la scelta dei cittadini piemontesi. A tutto ciò si aggiunge l'apprezzamento che merita il lavoro del Presidente Cota e della sua maggioranza''.

"Contesteremo ogni scheda in cui non sia attribuito il voto al presidente Cota se non gli verranno conteggiati anche quelli di lista" ha dichiarato l'avvocato Luca Procacci, che valuta positivamente il fatto che i giudici abbiano riconosciuto la necessità che il riconteggio delle schede avvenga alla presenza delle parti interessate. E comunque, una volta che i giudici di primo grado depositeranno le motivazioni, Procacci farà un'altra richiesta di sospensiva e poi un'impugnativa nel merito dinanzi al Consiglio di Stato. Il legale fa infatti notare che, sulla base della decisione di oggi, resta "impregiudicata l'impugnabilità della verifica del riconteggio" delle schede. La battaglia legale, dunque, non si ferma con questa pronuncia dei giudici di Palazzo Spada.

Il riconteggio sarà solo un "inutile spreco di denaro pubblico", sostiene Cota: "La legge è chiara, come sono chiarissime le istruzioni del ministero dell'interno - ha detto il governatore del Piemonte -. Il voto dato alle liste, se non è disgiunto, è un voto valido attribuito al presidente, perché si danno contemporaneamente due voti: uno alle liste, l'altro al presidente. Con la richiesta di sospensiva - ribadisce Cota - volevamo evitare questo spreco, di cui evidentemente chiederemo conto a chi lo ha provocato, innescando il meccanismo dei ricorsi soltanto perché non si vuole accettare una sconfitta chiara. Il Consiglio di Stato probabilmente non ha potuto fermare questo meccanismo, perché non ha ritenuto sussistere il danno grave ed irreparabile, però il conto lo pagano i cittadini. Siamo sereni, andremo avanti perché abbiamo assolutamente ragione".

Le motivazioni del Consiglio di Stato. Per la Quinta Sezione del Consiglio di Stato, l'istanza presentata da Cota va respinta perché - si legge nelle sei pagine dell'ordinanza - "non sussistono, allo stato attuale, gli estremi del danno grave e irreparabile asseritamente derivante dall'esecuzione del dispositivo" del Tar del Piemonte. E questo perché, dal momento che si tratta di una "pronuncia non definitiva", la pronuncia dei giudici amministrativi di primo grado "non è in grado di paralizzare o anche solo di ostacolare sul piano giuridico-amministrativo, il corretto funzionamento degli organi di governo della Regione Piemonte".

La decisione del Tar sul riconteggio dei voti era scaturita dal ricorso contro due liste di centrodestra, "Consumatori" e "Al centro con Scaderebech". Per la prima, lista di un ex consigliere regionale Udc passato al centrodestra, accreditata di 12mila voti, l'irregolarità riguarda il fatto che Scaderebech avrebbe sfruttato la sua appartenenza all'Udc per non dover presentare le firme a sostegno della lista e di aver successivamente cambiato campo politico. Meno rilevante il peso della lista "Consumatori" che ha raccolto poco meno di 3.000 voti. A Cota basterà che, dei complessivi 15.000 voti in ballo nel riconteggio, almeno 6.000 abbiano l'indicazione del suo nome per restare in carica alla presidenza della Regione.

Bresso: "Nessun complotto". Soddisfazione per il pronunciamento del Consiglio di Stato esprime Mercedes Bresso, ex governatore del Piemonte, battuta da Cota nell'ultima tornata elettorale. ''Nessun complotto e dietrologia possibili - osserva Bresso -. Mi auguro che si mettano tranquilli e attendano prima le motivazioni del Tar e poi il riconteggio delle schede annullando le due liste illegittime. A questo punto, dopo la mobilitazione di ministri, dello stesso premier Berlusconi e agitato le fiaccole, spero che rientrino in una visione compiuta della democrazia''.

(27 luglio 2010)

 

 

 

 

 

2010-07-16

Piemonte, Cota torna in bilico

Il Tar: ricontare 15mila schede

Accolti due ricorsi: escluse due liste, vanno verificati i voti per Cota. La decisione a notte fonda dopo una lunga camera di consiglio. Esulta la Bresso: "La sentenza ha dimostrato la fondatezza della quasi totalità delle nostre richieste"

di PAOLO GRISERI e VERA SCHIAVAZZI

Piemonte, Cota torna in bilico Il Tar: ricontare 15mila schede Mercedes Bresso

TORINO - Torna in bilico la presidenza del leghista Roberto Cota alla guida del Piemonte. All'1,05 di questa notte il presidente del Tar piemontese, Franco Bianchi, ha letto il dispositivo di una sentenza che potrebbe rivoluzionare il panorama politico. I giudici hanno accolto parzialmente il ricorso contro due liste di centrodestra ("Consumatori" e "Al centro con Scaderebech") decidendo che si proceda entro 30 giorni al riconteggio dei voti. Respinto invece il ricorso contro la lista "Verdi Verdi" accusata dal "Sole che ride" di aver copiato il simbolo per confondere gli elettori. Infine gli avvocati dei ricorrenti dell'area del centrosinistra hanno 60 giorni di tempo per avviare la querela contro Michele Giovine, eletto a capo della lista "Pensionati per Cota", sotto processo penale con l'accusa di aver presentato firme false.

L'esito del riconteggio delle schede sarebbe assai incerto. "Al centro con Scaderebech", la lista di un ex consigliere regionale Udc passato al centrodestra (in Piemonte Casini sosteneva la presidente uscente, Mercedes Bresso) ha raccolto circa 12 mila voti. L'irregolarità denunciata riguarda il fatto che Scaderebech avrebbe sfruttato la sua appartenenza all'Udc per non dover presentare le firme a sostegno della lista e di aver successivamente cambiato campo politico. In ogni caso i giudici vogliono sapere quante schede con il voto a Scaderebech hanno anche l'indicazione del candidato presidente Roberto Cota. In questo caso infatti la volontà dell'elettore sarebbe inequivoca. In caso contrario il voto non potrebbe essere automaticamente attribuito al candidato presidente della Lega. Meno rilevante il peso della lista "Consumatori" che ha raccolto poco meno di 3.000 voti. A Cota basterà che dei 15.000 voti in riconteggio 6.000 abbiano l'indicazione del suo nome per rimanere in sella. La vittoria del candidato leghista era stata ottenuta infatti con un distacco di soli 9.372 voti.

Grande soddisfazione è stata espressa nella notte da Mercedes Bresso: "La sentenza del Tar ha dimostrato la fondatezza della quasi totalità dei nostri ricorsi - ha detto l'ex presidente del centrosinistra - e anche per quanto riguarda i rilievi mossi alla lista dei Pensionati sarà sufficiente la presentazione di una querela per vederli accolti". Entro Ferragosto si saprà dunque se il Piemonte cambierà di segno politico tornando al centrosinistra (con la semplice proclamazione di Bresso Presidente e la sconfitta di Cota), se Cota rimarrà al suo posto o se si dovrà tornare a votare in autunno. In quest'ultimo caso è quasi certo che non sarà più Bresso a correre contro Cota ma il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che è a fine mandato.

(16 luglio 2010)

 

 

 

2010-06-27

 

 

 

 

L'UNITA'

per l'articolo completo vai al sito Internet

http://www.unita.it/

2010-07-29

 

 

 

 

 

 

 

2010-07-27

Piemonte, il Consiglio di Stato dice sì al riconteggio dei voti

Il Consiglio di Stato ha rigettato la richiesta di sospensiva della decisione con cui il Tar del Piemonte ha ordinato il riconteggio di circa 15 mila schede elettorali delle ultime elezioni regionali. La quinta sezione di Palazzo Spada ha quindi respinto il ricorso in via cautelare presentato dal neo presidente della Regione, il leghista Roberto Cota. La decisone dei supremi giudici amministrativi, in ogni caso, riguarda solo l'esecuzione del dispositivo della decisione del Tar le cui motivazioni di merito devono ancora essere depositate e contro le quali i legali di Cota già preannunciano un altro ricorso al Consiglio di Stato.

27 luglio 2010

 

 

 

 

 

2010-07-16

Piemonte, il Tar dice sì al ricorso: si va al riconteggio dei voti

Ricorsi elettorali parzialmente accolti dal Tar Piemonte. Ammessi quelli presentati da Udc contro la lista "Al Centro con Scanderebech" e quello contro i Consumatori, liste di sostegno a Roberto Cota alle scorse regionali. Respinto il ricorso presentato dalla Federazione dei verdi contro i Verdi verdi per Cota. Per entrambi i ricorsi ammessi, comunque, sarà necessario il riconteggio delle schede: in totale sono 15mila i voti di Scanderebech e consumatori.

Lo scarto tra Bresso e Cota alle scorse regionali è di novemila voti. Il nodo della questione è analizzare il voto degli elettori esaminando quanti hanno votato solo la lista, dichiarata nulla, e quanti invece hanno fatto il voto disgiunto, ovvero messo una seconda croce sul nome di Cota. Gli uffici elettorali hanno trenta giorni di tempo per farlo a partire dalla notificazione della sentenza. Per quanto riguarda il secondo ricorso, su presunte irregolarità della lista "Pensionati per Cota", lista per cui è stato eletto il consigliere Michele Giovine, indagato per falso, il Tar ha dato ai ricorrenti 60 giorni di tempo per presentare la querela per falso, atto necessario per permettere al giudice di proseguire l`esame di merito. Per entrambi i ricorsi respinte tutte le eccezioni preliminari. "Dal dispositivo si riconosce la solidità degli impianti dei ricorsi" è il commento a caldo della ex presidente Mercedes Bresso. "Andare al riconteggio - ha detto - mi pare una decisione equilibrata, i cui effetti li vedremo nei termini stabiliti dai giudici". Per l`avvocato Luca Procacci, che assiste Cota, occorrerà "aspettare le motivazioni".

"C`è comunque un aspetto positivo - ha detto - che è stato portato al centro dell'attenzione il tema dei voti assegnati al presidente. Dalle nostre verifiche abbiamo già visto che Cota non ha vinto grazie ai voti di lista, ma ha vinto per i voti dati direttamente a lui. Per questo confidiamo che il riconteggio confermerà la nostra tesi". La prossima udienza del Tar è stata fissata per il sette ottobre, per quanto riguarda il ricorso su Scanderebech e i consumatori. Per quello sul caso Giovine si dovrà aspettare novembre. Le sentenze sui ricorsi sono arrivate dopo oltre quattro ore di udienza, dalle 15 di ieri alle 19 inoltrate, e sei di camera di consiglio. Il presidente Franco Bianchi ha letto il dispositivo all`una di notte. Estenuante e nervosa l`attesa nell`atrio di palazzo Stabri per i legali di Bresso, coordinati dall`avvocato Enrico Piovano, e di quelli di Roberto Cota, rappresentato da Luca Procacci. Pochi i politici presenti, che però sono andati aumentando col passare delle ore. C`erano anche i ricorrenti Angelo Bonelli, presidente della Federazione dei Verdi e Luigina Staunovo, coordinatore nazionale dei Pensionati e invalidi per Bresso. Cota ha atteso a casa sua a Novara e Bresso a Barcellona, dove si trovava per una riunione del Comitato delle Regioni d`Europa.

16 luglio 2010

 

 

 

Il Piemonte e quelle ombre sul voto

di Gianfranco Morgandotutti gli articoli dell'autore

Oggi il Tar del Piemonte si pronuncerà sui ricorsi presentati da alcune liste della coalizione che sosteneva Mercedes Bresso. Il Pd considera legittimi e fondati questi ricorsi. Abbiamo manifestato la nostra piena solidarietà ai partiti che li hanno sottoscritti e ci attendiamo un esito positivo.

Per rispetto nei confronti dell’autonomia della magistratura che deve poter decidere senza condizionamenti non abbiamo presentato ricorso ad adiuvandum né organizzato contro-fiaccolate o altre iniziative in polemica con quelle promosse dalla destra. La nostra posizione è però chiara: ci sono numerosi e circostanziati elementi che ci portano a ritenere che il risultato delle elezioni regionali sia stato il frutto di una truffa. Non si possono definire diversamente le firme false di accettazione delle candidature e le autenticazioni fasulle della lista "Pensionati per Cota". In queste condizioni, vista l’esigua differenza di voti, il risultato è chiaramente illegittimo.

Quando nel 2001 in Molise il Tar annullò le elezioni il centrodestra urlava "giù le mani dai giudici!". Roberto Cota, invece, è arrivato a parlare di "golpe giudiziario", con l’obiettivo di far crescere la tensione intorno al Tar e condizionarne l’operato attraverso un clima di intimidazione.

La volontà dell’elettore deve essere sempre rispettata, ma questa non prescinde dalle regole. Infatti, la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme stabilite dalla Costituzione e dalle leggi. La legalità è la forma più alta di rispetto della volontà popolare.

Credo che la vicenda piemontese debba essere letta come un capitolo di una storia ben più ampia che riguarda l’intera nostra democrazia. Gli avvenimenti degli ultimi mesi confermano che è tornata ad aprirsi una grave "questione morale" nel campo della destra: una destra che dimostra di non possedere tra i propri valori fondanti quelli della legalità e del rispetto delle regole democratiche. Una tesi condivisa anche da autorevoli esponenti del partito del Premier, tanto da spingere Italo Bocchino ad affermare che la "difesa della legalità" è un argomento che all’interno del PdL "appare oggi poco sensibile". In Piemonte la Giunta di centrodestra della Provincia di Vercelli si è dimessa in seguito all’arresto del Presidente Renzo Masoero per reati di concussione, mentre l’ex capogruppo di Forza Italia Angelo Burzi, oggi consigliere regionale, è sotto processo per una vicenda relativa ad appalti in ambito sanitario.

Consapevoli della fondatezza delle nostre argomentazioni, attendiamo con piena fiducia, serenità e rispetto le decisioni della magistratura.

15 luglio 2010

 

 

 

 

Mercedes Bresso: "Rispettate la legge In Piemonte ripristinare la legalità"

di Simone Collinitutti gli articoli dell'autore

Ci mancavano quelli della Giovane italia, organizzazione legata al Pdl. Ieri mattina sono entrati nel museo egizio di Torino facendo finta di niente, poi hanno fasciato come una mummia uno di loro, gli hanno messo sul viso una maschera con le sembianze di Mercedes Bresso e poi si sono messi a fare una sceneggiata vicino ad alcuni sarcofagi sulla"mummia che vuole

tornare carica d’odio e vendetta ".

L’ex presidente della Regione Piemonte scuote la testa sconsolata.

"Sono segnali molto gravi perché dicono che la legalità per loro è un optional. D’altronde, è stata così tutta la campagna elettorale, nessun rispetto per l’avversario e continuo tentativo di prevaricazione, con ogni mezzo".

A giorni è attesa la sentenza del Tar sui ricorsi presentati per irregolarità commesseda alcune liste che hanno appoggiato Roberto Cota. E stasera il governatore leghista e i suoi sostenitori scenderanno in piazza. La fiaccolata è per "difendere il voto dei piemontesi", dice Roberto Cota, visto che voi "vi attaccate a dei cavilli".

"Cavilli? Stiamo parlando di rispetto delle regole e di ripristino del principio di legalità. Capisco che per loro si tratta di semplici optional, ma la questione è piuttosto seria".

E il voto dei piemontesi?

"Siamo noi che lo difendiamo veramente perché non si possono sottrarre dei voti in qualsiasi modo, anche con l’inganno. I ricorsi che sono stati presentati riguardano la lista dei Verdi-Verdi, quella costruita dall’ex capogruppo dell’Udc che ha utilizzato abusivamente la sua posizione pur essendo stato espulso dal partito per evitare di raccogliere le firme, quella cosiddetta dei consumatori, che di nuovo non ha raccolto le firme necessarie per la presentazione pur non essendo la lista che la volta precedente aveva raccolto i voti sufficienti per essere esonerata da questo obbligo. E poi c’è il ricorso più significativo, perché riguarda sia il piano amministrativo che quello penale".

Quello contro la lista "Pensionati per Cota" di Roberto Giovine?

"Già, personaggio conosciuto perché anche l’altra volta aveva fatto lo stesso. La magistratura ha accertato che le firme di 18 dei 19 candidati della lista "Pensionati per Cota" sono false. Una vera e propria truffa. E i voti sottratti con l’inganno, per quanto riguarda queste liste contro cui abbiamo fatto ricorso, sono circa 80 mila. Ventisette mila solo quelli raccolti da questi fantomatici pensionati. Allora, altro che cavilli, stiamo parlando di questioni molto serie. E se si considera che l’unico precedente di ricorso

al Tar per un voto regionale è quello che fece il centrodestra in Molise nel 2001, se si considera che Giovanni Di Stasi allora venne mandato a casa perché una decina di firme di presentazione delle liste erano irregolari, sarebbe bene che tutti rispettino chi ritiene oggi di essere stato leso nei propri interessi e aspettino con calma il giudizio dei magistrati".

Prevede un giudizio a lei favorevole da parte del Tar?

"Sono abbastanza ottimista, ma è unaquestione di una tale delicatezza che ora bisogna soltanto attendere tranquilli la sentenza. L’unico che sembra sicuro di perdere in questo momento è Cota, visto che fa questa manifestazione".

È questo secondo lei il motivo della fiaccolata?

"Mi sembra non ci siano dubbi che si tratti di un modo per intimidire la magistratura. Perché, altrimenti, contro chi sarebbe questa manifestazione? Contro quanti, come l’Udc o i Verdi, hanno ritenuto lesi i loro interessi?Nondirei, anche Cota prima del voto ha fatto ricorso contro liste che riteneva lesive nei suoi confronti. È evidente che questa fiaccolata sia contro i magistrati.

Come a dire, non vi provate ad annullare le elezioni".

E il fatto che lo stesso Cota partecipi come lo giudica?

"Un’aggravante. Accusava me di farne una questione personale e ora scende in piazza. Posso anche capire che i suoi sostenitori si agitino, ma che lui manifesti mi sembra molto grave".

Quando sono partiti i ricorsi anche nellostessoPdc’è stato chi le ha contestato di farne una questione personale...

"Sì, ma mi pare che adesso tutti si siano resi conto che non era una mia fissazione, che c’erano elementi molto solidi, e quindi mi pare che quella critica sia rimasta per strada da sola. Qualcuno, sul momento, ha pensato che io fossi particolarmente irritata per non aver vinto. Lo ero, figuriamoci, ma che c’entra? Lo vogliamo difendere o no il principio di legalità? Difendiamo o no il rispetto delle regole? Non c’è alcun dubbio che quelle che abbiamosollevato fossero questioni fondate. Se poi sono così fondate da annullare le elezioni ono lo decideranno i magistrati, tocca a loro chiarire cosa è capitato e decidere la sanzione. Quello che appare però già evidente è che non eravamo totalmente sconclusionati quando abbiamo denunciato che erano state commesse delle irregolarità".

E se la magistratura dovesse annullare il votoe ci fossero nuove elezioni? Dà per scontato che sarà lei il candidato del centrosinistra?

"Non do per scontato nulla. Ricordo che abbiamo perso per novemila voti, avendo rimontato dieci punti, visto che alle europee di neanche un anno prima di tanto eravamo sotto. Ed è evidente che il candidato che è stato danneggiato da queste irregolarità sono io. Tuttavia è altrettanto evidente che la questione la dovremo valutare tutti insieme. C’è una coalizione, io ne ero soltanto il capo, non il padrone".

Quindi non si metterà di traverso se il centrosinistra dovesse puntare su un altro candidato? Già è comparso qualche articolo che dà Sergio Chiamparino come il favorito...

"Prima di tutto aspettiamo la sentenza del Tar. Non è il caso di discutere ora del candidato. L’annullamento di un’elezione può avere effetti dirompenti. E allora ripeto, aspettiamo tranquilli e poi nel caso tutti insieme decideremo cosa fare ".

28 giugno 2010

 

 

 

2010-06-29

Torino, adunata padana contro il Tar: "Oggi fiaccole, domani fucili"

di Simone Collinitutti gli articoli dell'autore

Stasera le fiaccole, domani i fucili", avverte il cartello che tiene bello alto il militante della sezione "Oriana Fallaci", arrivato con la sua maglietta verde da Novi Ligure. "Giù le mani dal voto, il popolo è sovrano", ammonisce lo striscione targato Pdl e Lega che apre il corteo. "Ma no, ma quale tentativo di intimidire la magistratura", dice il coordinatore del Pdl piemontese Enzo Ghigo, e intanto però il centrodestra fa questa fiaccolata per le vie di Torino a pochi giorni dall'attesa sentenza del Tar sui ricorsi presentati dal centrosinistra contro alcune delle liste che alle regionali di marzo hanno sostenuto Roberto Cota. "Ma no, ma quale prova di forza", dicono quelli dello staff del neogovernatore leghista mentre intanto dalla mattina si informano se i pullman che hanno chiesto di organizzare in tutte le province della regione siano stati effettivamente riempiti e stiano arrivando nel capoluogo.

Vengono rassicurati, ma poi a sfilare sono in duemila a dir tanto. "Interventi?, dal palco?, ma no, niente di organizzato, sarà una cosa popolare, al massimo ci sarà un megafono", e intanto a metà pomeriggio dalla sede del Pdl di Corso Vittorio Emanuele partono i furgoncini carichi di bandiere, giusto il tempo di travasare la benzina dalle taniche nel generatore di corrente, sistemare amplificatori, mixer, cavi, microfoni e via verso il centro.

E sì che qui è tutto un equivoco, un non capirsi. Il centrosinistra chiede di sapere se effettivamente 18 delle 19 firme dei candidati della lista "Pensionati per Cota" (che ha preso 27 mila voti) siano false e il governatore leghista (che ha battuto Mercedes Bresso per 9 mila voti) parla di "cavilli" e "furbata". I Verdi e l'Udc hanno presentato ricorso contro la lista "Verdi Verdi" e quella messa in piedi dall'ex capogruppo centristra espulso dal partito ma Ghigo parla di "manovre di azzeccagarbugli che non accettano di aver perso". Questa stessa fiaccolata che alle otto della sera da piazza Arbarello si snoda per le vie del centro fino a piazza Castello (c'è anche senza dare troppo nell'occhio il responsabile della lista dei pensionati Michele Giovine, al quale gli alleati avevano chiesto di non farsi vedere), appare piuttosto equivoca.

Non per le finalità, perché poi Cota dice che il suo unico obiettivo è difendere "il diritto a che ci sia un governo e non venga il caos", e Sergio Chiamparino, guardando da lontano all'iniziativa, dice di non apprezzare "manifestazioni di piazza contro le istituzioni che non sono elettive come di fatto è quella di stasera, si può concordare o dissentire ma la magistratura va rispettata e non va influenzata con manifestazioni esterne". Governatore e sindaco si incrociano a metà pomeriggio all'assemblea dell'Unione industriali di Torino (anche loro favorevoli a che non si ripetano le elezioni, almeno a sentire il presidente degli imprenditori Gianfranco Carbonato) e insomma chi da destra chi da sinistra ognuno dei due sostiene la sua versione, anche se poi è dura per Cota smentire l'intenzione di voler condizionare il Tar mentre intanto parla di rischio "caos", dice che "la scelta dei giudici non può che essere quella di difendere il voto dei piemontesi" e che una diversa "è semplicemente pazzesco anche soltanto ipotizzarla, sarebbe un vero e proprio colpo alla democrazia".

No, l'equivoco è nella scelta della forma della manifestazione, quest'idea di fare una fiaccolata, di sfilare per le vie del centro con delle torce accese quando c'è ancora tutta questa luce. Mercedes Bresso un po' è preoccupata, un po' se la ride: "E' molto grave questo tentativo di intimidire la magistratura, e ancora più grave è il fatto che vi abbia partecipato lo stesso Cota, che fa già comizi irati, è già in campagna elettorale". E poi, sorridendo: "Ma è chiaro perché hanno scelto di fare una fiaccolata no? In pochi riescono a sembrare molti.

Avrebbero fatto meglio a starsene a casa a guardare i mondiali". Pochi o tanti che siano, il segnale non piace al segretario del Pd piemontese Gianfranco Morgando. "Cota ha parlato di golpe giudiziari, di manovre politiche, vogliono alzare il livello della tensione intorno alla decisione del Tar. Quando la magistratura è al lavoro non si organizzano marce per attentarne l'autonomia ma si aspettano con rispetto e tranquillità le decisioni. Così dimostrano soltanto di non possedere come valori fondanti la legalità e il rispetto delle regole democratiche".

29 giugno 2010

 

 

 

2010-06-27

Mercedes Bresso: "Rispettate la legge In Piemonte ripristinare la legalità"

di Simone Collinitutti gli articoli dell'autore

Ci mancavano quelli della Giovane italia, organizzazione legata al Pdl. Ieri mattina sono entrati nel museo egizio di Torino facendo finta di niente, poi hanno fasciato come una mummia uno di loro, gli hanno messo sul viso una maschera con le sembianze di Mercedes Bresso e poi si sono messi a fare una sceneggiata vicino ad alcuni sarcofagi sulla"mummia che vuole

tornare carica d’odio e vendetta ".

L’ex presidente della Regione Piemonte scuote la testa sconsolata.

"Sono segnali molto gravi perché dicono che la legalità per loro è un optional. D’altronde, è stata così tutta la campagna elettorale, nessun rispetto per l’avversario e continuo tentativo di prevaricazione, con ogni mezzo".

A giorni è attesa la sentenza del Tar sui ricorsi presentati per irregolarità commesseda alcune liste che hanno appoggiato Roberto Cota. E stasera il governatore leghista e i suoi sostenitori scenderanno in piazza. La fiaccolata è per "difendere il voto dei piemontesi", dice Roberto Cota, visto che voi "vi attaccate a dei cavilli".

"Cavilli? Stiamo parlando di rispetto delle regole e di ripristino del principio di legalità. Capisco che per loro si tratta di semplici optional, ma la questione è piuttosto seria".

E il voto dei piemontesi?

"Siamo noi che lo difendiamo veramente perché non si possono sottrarre dei voti in qualsiasi modo, anche con l’inganno. I ricorsi che sono stati presentati riguardano la lista dei Verdi-Verdi, quella costruita dall’ex capogruppo dell’Udc che ha utilizzato abusivamente la sua posizione pur essendo stato espulso dal partito per evitare di raccogliere le firme, quella cosiddetta dei consumatori, che di nuovo non ha raccolto le firme necessarie per la presentazione pur non essendo la lista che la volta precedente aveva raccolto i voti sufficienti per essere esonerata da questo obbligo. E poi c’è il ricorso più significativo, perché riguarda sia il piano amministrativo che quello penale".

Quello contro la lista "Pensionati per Cota" di Roberto Giovine?

"Già, personaggio conosciuto perché anche l’altra volta aveva fatto lo stesso. La magistratura ha accertato che le firme di 18 dei 19 candidati della lista "Pensionati per Cota" sono false. Una vera e propria truffa. E i voti sottratti con l’inganno, per quanto riguarda queste liste contro cui abbiamo fatto ricorso, sono circa 80 mila. Ventisette mila solo quelli raccolti da questi fantomatici pensionati. Allora, altro che cavilli, stiamo parlando di questioni molto serie. E se si considera che l’unico precedente di ricorso

al Tar per un voto regionale è quello che fece il centrodestra in Molise nel 2001, se si considera che Giovanni Di Stasi allora venne mandato a casa perché una decina di firme di presentazione delle liste erano irregolari, sarebbe bene che tutti rispettino chi ritiene oggi di essere stato leso nei propri interessi e aspettino con calma il giudizio dei magistrati".

Prevede un giudizio a lei favorevole da parte del Tar?

"Sono abbastanza ottimista, ma è unaquestione di una tale delicatezza che ora bisogna soltanto attendere tranquilli la sentenza. L’unico che sembra sicuro di perdere in questo momento è Cota, visto che fa questa manifestazione".

È questo secondo lei il motivo della fiaccolata?

"Mi sembra non ci siano dubbi che si tratti di un modo per intimidire la magistratura. Perché, altrimenti, contro chi sarebbe questa manifestazione? Contro quanti, come l’Udc o i Verdi, hanno ritenuto lesi i loro interessi?Nondirei, anche Cota prima del voto ha fatto ricorso contro liste che riteneva lesive nei suoi confronti. È evidente che questa fiaccolata sia contro i magistrati.

Come a dire, non vi provate ad annullare le elezioni".

E il fatto che lo stesso Cota partecipi come lo giudica?

"Un’aggravante. Accusava me di farne una questione personale e ora scende in piazza. Posso anche capire che i suoi sostenitori si agitino, ma che lui manifesti mi sembra molto grave".

Quando sono partiti i ricorsi anche nellostessoPdc’è stato chi le ha contestato di farne una questione personale...

"Sì, ma mi pare che adesso tutti si siano resi conto che non era una mia fissazione, che c’erano elementi molto solidi, e quindi mi pare che quella critica sia rimasta per strada da sola. Qualcuno, sul momento, ha pensato che io fossi particolarmente irritata per non aver vinto. Lo ero, figuriamoci, ma che c’entra? Lo vogliamo difendere o no il principio di legalità? Difendiamo o no il rispetto delle regole? Non c’è alcun dubbio che quelle che abbiamosollevato fossero questioni fondate. Se poi sono così fondate da annullare le elezioni ono lo decideranno i magistrati, tocca a loro chiarire cosa è capitato e decidere la sanzione. Quello che appare però già evidente è che non eravamo totalmente sconclusionati quando abbiamo denunciato che erano state commesse delle irregolarità".

E se la magistratura dovesse annullare il votoe ci fossero nuove elezioni? Dà per scontato che sarà lei il candidato del centrosinistra?

"Non do per scontato nulla. Ricordo che abbiamo perso per novemila voti, avendo rimontato dieci punti, visto che alle europee di neanche un anno prima di tanto eravamo sotto. Ed è evidente che il candidato che è stato danneggiato da queste irregolarità sono io. Tuttavia è altrettanto evidente che la questione la dovremo valutare tutti insieme. C’è una coalizione, io ne ero soltanto il capo, non il padrone".

Quindi non si metterà di traverso se il centrosinistra dovesse puntare su un altro candidato? Già è comparso qualche articolo che dà Sergio Chiamparino come il favorito...

"Prima di tutto aspettiamo la sentenza del Tar. Non è il caso di discutere ora del candidato. L’annullamento di un’elezione può avere effetti dirompenti. E allora ripeto, aspettiamo tranquilli e poi nel caso tutti insieme decideremo cosa fare ".

28 giugno 2010

 

 

 

 

2010-06-27

Torino, firme false e fiaccolate. La Lega va all’assalto del Tar

di Oreste Pivettatutti gli articoli dell'autore

Le elezioni non finiscono mai. In Piemonte continuano grazie alle firme false e alle fiaccolate, nell’aula del tribunale amministrativo (il Tar), in quelle della Procura della Repubblica e in piazza. La Lega ha convocato i suoi tifosi per una luminaria nelle vie del centro, domani sera. Il neo presidente, Roberto Cota, ha approvato: "Una fiaccolata per la democrazia", citava la Padania. Cota spiegava: "Soltanto ipotizzare con un golpe il voto popolare è un fatto di una gravità inaudita…". "Una vera truffa. Una vergogna – incalzava il governatore tra le bancarelle del mercato – far spendere venticinque milioni per un cavillo". Peccato che la irregolarità in questione gli abbia procurato ventisettemila voti e Mercedes Bresso abbia perso per novemila voti.

Peccato che i cavilli siano tanti e che nel caso più clamoroso ci sia di mezzo una inchiesta penale, sotto accusa un consigliere uscente, Roberto Giovine, a capo della lista "Pensionati per Cota", protagonisti della storia anche il padre Carlo, parenti e fidanzate, qualcuno ignaro, qualcuno consapevole. Giovine avrebbe messo assieme la lista con i loro nomi e con le loro firme, contraffatte, "imitazioni fatte da un dilettante, una falsità chiara e incontrovertibile", secondo la perizia del tribunale (che s’aggiungerà alle altre prove in mano al Tar). Il gip è andato a sentire i firmatari veri o falsificati, gli zii, i cugini, l’ex fiamma. C’è lo zio che conferma, spiegando d’aver attraversato in due ore e mezza il Piemonte da un capo all’altro e ritorno per apporre lo storico sigillo e, quando il giudice gli contesta l’improbabile rapidità del viaggio, s’inalbera e risponde: "Ma, insomma, ci ho messo il tempo che ci voleva".

C’è la zia che di quel giorno non ricorda più nulla: aveva mal di testa. C’è la cugina che di fronte alla firma scarabocchiata si scusa: "Ero emozionata". Non manca l’ex fiamma, che si vendica: "Ormai vivo a Milano". Per fortuna compare, dagli interrogatori, anche qualcuno che si salva: "Siamo amici. Se ce lo avesse chiesto, avremmo firmato. Ma non l’ha fatto". Chi cerca argomenti alla tesi del familismo amorale degli italiani, venga in Piemonte.

Ma il ritratto del capo dei "Pensionati per Cota" è già ricco di un precedente, perché Michele Giovine verrà processato per la stessa violazione per cui fu indagato nel 2005. Allora se la cavò con la prescrizione, perché il reato di falsità previsto dalle norme speciali elettorali era stato derubricato ad ammenda, talmente fortunato il Giovine che non pagò neppure quella. Stavolta gli capita sulla testa la tegola di una sentenza della Corte Costituzionale che giudica illegittima la nuova norma. Si torna al "delitto", punibile con il carcere. Per la sentenza si dovrà attendere. Intanto giudicherà il Tar, probabilmente tra una o due settimane. Chi è costretto a seguire di giorno in giorno i movimenti di Cota dice di averlo visto assai nervoso, al limite di una crisi. Naturale perché il "cavillo" è in realtà un fatto grave e il "fatto grave" è una delle gambe della sua poltrona, dopo un voto che ha lasciato la Lega più o meno ai numeri di prima e dopo mesi di apprendistato che hanno provocato malumori nel centrodestra.

La sentenza del Tar non è detto che preveda nuove elezioni: potrebbe annullare le precedenti confermando in carica Cota per l’ordinaria amministrazione, potrebbe cancellare Cota richiamando la Bresso ancora per l’ordinaria amministrazione, potrebbe commissariare. In ogni caso la telenovela piemontese si chiuderebbe male o non si chiuderebbe affatto. La via migliore, a irregolarità confermate, sarebbero le elezioni: costano, ma cancellano una ferita e ripristinano la chiarezza. Mercedes Bresso aveva chiesto subito, in diretta televisiva, da poche ore chiuse le urne, il riconteggio: novemila voti sono sempre un’inezia. Cota replicò: "Non sa perdere". Non tutti, anche nel centro sinistra, apprezzarono la richiesta della Bresso. Poi la fondatezza del ricorso fece cambiare idea.

Nel frattempo la Bresso è diventata presidente del Comitato delle regioni dell’Unione europea e, come hanno già scritto alcuni giornali, è girata l’ipotesi di Sergio Chiamparino, sindaco in scadenza, come candidato, forte a Torino (che vale il cinquanta per cento dell’elettorato piemontese), ma anche in alcune altre province, soprattutto capace di rimettere assieme un’alleanza con il vizio delle divisioni. Altra variabile, la durata dell’effetto Grillo. In Piemonte i grillini sono riusciti a eleggere un loro rappresentante. Reggerà a un nuovo eventuale voto? Di qui a un anno è possibile tutto.

27 giugno 2010

 

 

 

I professionisti delle liste amiche

di Giuseppe Salvatutti gli articoli dell'autore

Il presidente leghista della Regione Piemonte, ormai pronto a graffiare come un gatto strigliato contropelo, continua a sparare a palle incatenate sui ricorsi presentati dal centrosinistra: "Si tenta di far passare per truffa - diceva ieri durante un giro tra le bancarelle di un mercato rionale torinese - tutto quello che è stato un voto regolare. Ma questa è la vera truffa. Se c’è stata una irregolarità, questa è legata alla presentazione di una lista: allora siano puniti i responsabili, non i piemontesi". Dopo aver parlato nei giorni scorsi di "vero e proprio golpe" e senza neanche condannare pubblicamente finora quelli che lui chiama "i responsabili", Cota però non spiega mai che, grazie ai 27mila voti della lista "Pensionati per Cota", le elezioni le avrebbe vinte irregolarmente.

Perché se il Tar - e l’inchiesta penale contro Michele Giovine, leader dei Pensionati del centrodestra - dimostreranno nelle prossime settimane che il ricorso presentato da Mercedes Bresso è fondato, allora ci saranno 27mila voti di troppo per il centrodestra. E visto che Bresso ha perso per 9300 voti ci sta che si voglia procedere ad una verifica della regolarità delle elezioni regionali piemontesi del 28 e 29 marzo scorsi. E quello contro Michele Giovine ed il padre Carlo, esperti professionisti nel produrre liste per ogni elezione (entrambi sono consiglieri comunali in piccoli centri del Verbano), non è l’unico ricorso presentato. Un altro, presentato dall’Udc e dai Verdi, riguarda le liste di Deodato Scanderebech, ex assessore ed ex consigliere regionale espulso dall’Udc, i Verdi-Verdi, altra formazione "familiare" con parenti ed amici in ogni competizione elettorale, e i Consumatori per Cota.

Di cosa sono accusati i Giovine? Da indiscrezioni sulle indagini in corso, grazie anche a intercettazioni telefoniche, sembrerebbe che i candidati della lista, tra cui una ex fidanzata del figlio e una signora torinese ultranovantenne che da anni non esce di casa, non sapessero nemmeno di essere in lista a favore della coalizione di Cota. Gli atti dell’indagine penale dovrebbero essere trasmessi al Tar piemontese all’inizio della prossima settimana, così da portare altri elementi alla richiesta di annullamento della tornata elettorale. L’altro ricorso sarebbe altrettanto fondato: l’ex consigliere Scanderebech a gennaio viene espulso dall’Udc. Sennonché presenta la sua lista a favore di Cota senza firme di appoggio, sostenendo che non sono necessarie perché espulso dal partito e non dal gruppo consiliare già rappresentato nell’assemblea. I giudici si dovranno pronunciare anche su questo cavillo e su altri 12mila voti a favore di Cota. Voti che, forse, non dovrebbero essere tra i risultati del marzo 2010.

27 giugno 2010

il SOLE 24 ORE

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2010-07-29

 

 

 

 

 

 

 

2010-07-27

Il Consiglio di stato respinge il ricorso di Cota, via libera al riconteggio di 15mila schede

Cronologia articolo27 luglio 2010

Questo articolo è stato pubblicato il 27 luglio 2010 alle ore 19:43.

In Piemonte si dovrà procedere al riconteggio di 15mila schede elettorali. Il Consiglio di stato ha infatti rigettato la richiesta di sospensiva della decisione con cui il Tar del Piemonte aveva ordinato di ricontare 15 mila schede delle ultime elezioni regionali. La quinta sezione di Palazzo Spada ha quindi respinto il ricorso in via cautelare presentato dal presidente della Regione, il leghista Roberto Cota.

La decisone dei supremi giudici amministrativi, in ogni caso, riguarda solo l'esecuzione del dispositivo della decisione del Tar le cui motivazioni di merito devono ancora essere depositate. Contro queste i legali di Cota hanno già preannunciato un altro ricorso al Consiglio di stato.

Il commento del governatore è arrivato a stretto giro. "Il riconteggio è inutile - ha detto Cota - è uno spreco di denaro pubblico, perché la legge è chiara, come sono chiarissime le istruzioni del ministero dell'Interno. Il voto dato alle liste, se non è disgiunto, è un voto valido attribuito al presidente, perché si danno contemporaneamente due voti: uno alle liste, l'altro al presidente". Di diverso avviso l'ex presidente della Regione, Mercedes Bresso, che si è detta "soddisfatta". "Mi auguro - spiega - che si mettano tranquilli e attendano le motivazioni del Tar e poi il riconteggio delle schede annullando le due liste legittime".

Nell'ordinanza di sei pagine, la quinta sezione del Consiglio di stato ha rigettato l'istanza di sospensiva. Il motivo, scrivono i giudici di Palazzo Spada, è legato al fatto che "non sussistono, allo stato attuale, gli estremi del danno grave ed irreparabile asseritamente derivante dall'esecuzione del dispositivo" del Tar del Piemonte. E questo, aggiungono, dal momento che si tratta di una "pronuncia non definitiva, avente ad oggetto atti endoprocedimentali", la pronuncia dei giudici amministrativi di primo grado "non è in grado di paralizzare o anche solo di ostacolare sul piano giuridico-amministrativo, il corretto funzionamento degli organi di governo della Regione Piemonte". (Ce. Do.)

 

 

 

 

 

 

 

2010-07-16

In Piemonte si riconteranno 15mila schede elettorali. Cota contro il Tar: "Non vogliono farmi governare"

di Francesco Antonioli Cronologia articolo16 luglio 2010

Questo articolo è stato pubblicato il 16 luglio 2010 alle ore 17:16.

TORINO - "Ogni giorno ce n'è una. La verità è che non dovevo vincere le elezioni e a qualcuno dà fastidio che Lega e Pdl abbiano vinto... Ma io governo e governerò con nuovo slancio, non possiamo permetterci di giocare. Questa vicenda non mi fiacca, anzi mi dà nuove energie". Roberto Cota imbraccia l'artiglieria politica contro il Tar del Piemonte che nella notte ha deciso il riconteggio di circa 15mila voti delle consultazioni di fine marzo. Nel primo pomeriggio, in una affollata conferenza stampa nel Palazzo della Regione in piazza Castello a Torino, il governatore leghista ha definito "incomprensibile" e "fuori dal mondo" il provvedimento dei giudici amministrativi, in particolare in merito alla lista "Al Centro con Scanderebech". "Deodato Scanderebech – ha incalzato Cota – ha presentato la dichiarazione di collegamento non in base alla sua volontà, ma alla legge regionale 21 del 2009 votata sotto la Giunta Bresso".

La norma cui fa riferimento il presidente del Piemonte, in effetti, prevede l'esenzione dalla presentazione di firme per le candidature per chi proviene da un partito nazionale, da un gruppo consiliare, o quando il presidente di un gruppo (come in questo caso) fa una "dichiarazione di collegamento". Su Scanderebech, tuttavia, grava il fatto che sia stato espulso dall'Udc lo scorso febbraio per il "salto" di barricata, passando al centrodestra. "Non c'entra – ribatte Luca Procacci, avvocato di Cota -. Proprio l'Udc, in via preventiva, aveva chiesto di bloccare questa lista, ma i Tribunali di Asti e Cuneo avevano verificato e sancito la sua regolarità. Si potrebbe predisporre già sul dispositivo della sentenza del Tar di questa notte un ricorso in via cautelare al Consiglio di Stato per sospendere il riconteggio, ma aspettiamo di avere le motivazioni".

Dunque è guerra a tutto campo. Dice l'ex governatore Enzo Ghigo, Pdl: "Mercedes Bresso ha governato male, noi intendiamo lasciare il segno per cinque anni". Agostino Ghiglia, capogruppo di An: "Stiamo vivendo una situazione surreale, bisogna riportare alla democraticità il voto". Mercedes Bresso non nasconde la soddisfazione: "Soddisfazione poilitica – ha voluto precisare ai microfoni di Radio24 -: ho sempre ritenuto che vi fossero gravi irregolarità a mio danno. Ricandidarmi? Per ora non si prefigura un ritorno alle urne, ma la modifica del risultato". Dall'ex "zarina" si distanzia però l'ex presidente del Consiglio regionale del Piemonte del Pd, Davide Gariglio, ora semplice consigliere; con la Bresso ha sempre avuto ruggini irrisolte: "Saggia la decisione del Tar – è il suo commento - perché in questo modo i giudici garantiscono il rispetto della volontà degli elettori limitandosi a verificare i voti attribuiti a Cota solo indirettamente". Non c'è da stupirsi se il combattivo governatore leghista ha concluso dicendo di aver ricevuto "numerosi messaggi di solidarietà da parte di esponenti del centrosinistra".

 

 

 

 

 

2010-07-01

Il Tar Piemonte ammette i ricorsi contro Cota ma rinvia la discussione

di Celestina DominelliCronologia articolo1 luglio 2010

Questo articolo è stato pubblicato il 01 luglio 2010 alle ore 10:40.

Il Tar del Piemonte ha giudicato ammissibili i ricorsi su presunte irregolarità nella presentazione di alcune liste che hanno sostenuto il governatore Roberto Cota. Il presidente del tribunale amministrativo regionale, Franco Bianchi, ha quindi rinviato al 15 luglio la discussione sul merito per la necessità di acquisire ulteriore documentazione. Scatta così il count down verso quello che sarà il giorno della verità per il governatore del Piemonte.

Il Tar era chiamato oggi a decidere di due ricorsi amministrativi contro alcune liste, che hanno sostenuto alle scorse elezioni regionali il candidato leghista, oggi ai vertici della Regione. Era invece slittato al 15 luglio il ricorso contro la lista "Pensionati per Cota" guidata da Michele Iovine, eletto in consiglio regionale, e sulla quale grava anche un'inchiesta della procura della Repubblica che accusa Iovine di aver falsificato le firme della propria lista. Il 15 luglio, dunque, Bianchi dovrà pronunciarsi sull'intera vicenda.

I ricorsi esaminati oggi erano stati presentati dalla Federazione dei Verdi, dall'Udc e inizialmente anche dalla Bresso. Che ritirò, però, la propria firma lo scorso 20 maggio "pressata da molti membri della Conferenza delle Regioni" come aveva spiegato lei stessa in cambio del sì di Cota alla sua presidenza delle Regioni a Bruxelles, incarico che ricopre attualmente e che l'ex governatore potrebbe perdere nel caso in cui le elezioni fossero annullate.

La Federazione dei Verdi ha contestato ai Verdi Verdi (lista che ha sostenuto Cota) 33.411 voti, ma anche la scelta di una denominazione che avrebbe finito per trarre in inganno gli elettori. Mentre l'Udc ha presentato un ricorso contro la lista di centrodestra di Deodato Scanderebech che, uscito dai centristi, avrebbe dovuto, secondo i ricorrenti, raccogliere le firme e si è invece avvalso del collegamento con il suo ex gruppo. I legali della Bresso contestano poi la lista Consumatori, sempre facente capo alla coalizione di Cota, che ha ottenuto 2.826 voti. In ballo ci sono dunque 48.391 consensi che risulterebbero cruciali per ribaltare l'esito delle scorse elezioni. Terminate con uno scarto di 9.372 suffragi a favore dell'esponente leghista.

Se fossero accolte per intero le tesi dei ricorrenti, le elezioni di marzo sarebbero annullate e l'intero esecutivo di Cota decadrebbe. Il presidente della Regione potrebbe però avvalersi di una contromossa e ricorrere al Consiglio di Stato chiedendo nel frattempo una sospensiva della sentenza del Tar. In questo modo, l'esecutività del giudizio verrebbe sospesa fino alla sentenza del Consiglio di Stato, che potrebbe anche aver bisogno di mesi per arrivare a una decisione confermando o rigettando la sentenza di primo grado. Se poi anche i giudici dell'appello dovessero accogliere le tesi dei ricorrenti, il Piemonte tornerebbe nuovamente alla urne.

 

 

 

 

 

 

Oggi il Tar Piemonte decide il destino del governatore Roberto Cota

di Celestina DominelliCronologia articolo1 luglio 2010

Questo articolo è stato pubblicato il 01 luglio 2010 alle ore 10:40.

È il giorno della verità per il governatore del Piemonte, Roberto Cota. Il Tar regionale, presieduto da Franco Bianchi, è chiamato infatti a decidere di due ricorsi amministrativi contro alcune liste che hanno sostenuto alle scorse elezioni regionali il candidato leghista, oggi ai vertici della Regione. Slitterà invece al 15 luglio il ricorso contro la lista "Pensionati per Cota" guidata da Michele Iovine, eletto in consiglio regionale, e sulla quale grava anche un'inchiesta della procura della Repubblica che accusa Iovine di aver falsificato le firme della propria lista.

I ricorsi che saranno esaminati oggi sono stati presentati dalla Federazione dei Verdi, dall'Udc e inizialmente anche dalla Bresso. Che ritirò, però, la propria firma lo scorso 20 maggio "pressata da molti membri della Conferenza delle Regioni" come aveva spiegato lei stessa in cambio del sì di Cota alla sua presidenza delle Regioni a Bruxelles, incarico che ricopre attualmente e che l'ex governatore potrebbe perdere nel caso in cui le elezioni fossero annullate.

La Federazione dei Verdi contesta ai Verdi Verdi (lista che ha sostenuto Cota) 33.411 voti, ma anche la scelta di una denominazione che avrebbe finito per trarre in inganno gli elettori. Mentre l'Udc ha presentato un ricorso contro la lista di centrodestra di Deodato Scanderebech che, uscito dai centristi, avrebbe dovuto, secondo i ricorrenti, raccogliere le firme e si è invece avvalso del collegamento con il suo ex gruppo. I legali della Bresso contestano poi la lista Consumatori, sempre facente capo alla coalizione di Cota,che ha ottenuto 2.826 voti. In ballo ci sono dunque 48.391 consensi che risulterebbero cruciali per ribaltare l'esito delle scorse elezioni. Terminate con uno scarto di 9.372 suffragi a favore dell'esponente leghista.

Se i ricorsi oggi fossero respinti Cota rimarrebbe saldamente al timone della Regione. In realtà, il Tar del Piemonte potrebbe anche optare per un accoglimento parziale giudicando però le irregolarità non così gravi da annullare i risultati delle urne. Se invece fossero accolte per intero le tesi dei ricorrenti, le elezioni di marzo sarebbero annullate e l'intero esecutivo di Cota decadrebbe. Il presidente della Regione potrebbe però avvalersi di una contromossa e ricorrere al Consiglio di Stato chiedendo nel frattempo una sospensiva della sentenza del Tar. In questo modo, l'esecutività del giudizio verrebbe sospesa fino alla sentenza del Consiglio di Stato, che potrebbe anche aver bisogno di mesi per arrivare a una decisione confermando o rigettando la sentenza di primo grado. Se poi anche i giudici dell'appello dovessero accogliere le tesi dei ricorrenti, il Piemonte tornerebbe nuovamente alla urne.

 

 

 

 

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